CGIL - Maurizio Landini è il nuovo Segretario Generale confederale: sarà il successore di Susanna Camusso PDF Stampa

Maurizio Landini è il nuovo segretario della CGIL


Ha ricevuto il 92,7 per cento dei voti al congresso del sindacato più grande d'Italia: sarà il successore di Susanna Camusso


Maurizio Landini è il nuovo segretario della CGIL, il più grande sindacato italiano. Landini è stato eletto durante il congresso del sindacato in corso in questi giorni a Bari: in tutto ha ottenuto il 92,7 per cento dei voti dei delegati. Succederà a Susanna Camusso, che era in carica dal 2010 e che dopo due mandati consecutivi da quattro anni ciascuno non poteva più candidarsi, secondo lo statuto della CGIL. Landini ha già detto che proporrà come vicesegretari i due dirigenti Vincenzo Colla – che in un primo momento aveva sfidato Landini per la segreteria – e Gianna Fracassi.

Landini è considerato uno dei più radicali tra gli alti dirigenti della CGIL. Ha 57 anni, di cui trenta trascorsi all’interno del sindacato. Ha fatto carriera iniziando come apprendista saldatore quando aveva appena 15 anni, e diventando delegato sindacale a 25.
Fino al 2017 il suo sindacato è stato quello dei metalmeccanici, la FIOM, la più radicale e battagliera tra le federazioni della CGIL, di cui divenne segretario nazionale nel 2010.
Nel 2017 Landini lasciò la guida della FIOM e fu chiamato da Camusso a far parte della sua segreteria federale. Da segretario della FIOM, Landini aveva gestito gli scontri con l’allora amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne. In quegli anni aveva dato decine di interviste a giornali e televisioni, diventando presto uno dei sindacalisti più presenti nel dibattito pubblico italiano.

Le sue posizioni politiche sono tra le più di sinistra e radicali che si possano trovare nei tre grandi sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL), e questo lo ha spesso portato a scontrarsi con i governi sostenuti dal centrosinistra. Landini contestò in particolare la riforma delle pensioni Fornero, i Voucher e il Jobs Act, e sviluppò una particolare ostilità – ricambiata – con l’ex segretario del PD Matteo Renzi.

Nel discorso che ha tenuto oggi poco prima di essere eletto, ha criticato anche il governo in carica, accusandolo di aver approvato una legge di bilancio «miope e recessiva», che «non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale». Landini ha anche confermato il suo appoggio alla manifestazione che i tre sindacati principali – CGIL, CISL e UIL – terranno a Roma il 9 febbraio per protestare contro le misure economiche del governo.

GIOVEDÌ 24 GENNAIO 2019
 
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