SIGLATO L'ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE GAS-ACQUA PDF Stampa

CONTRATTO GAS-ACQUA: ECCO L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO 2019-2021
106 EURO È L’AUMENTO COMPLESSIVO

Nella serata di giovedì 7 novembre è stata siglata a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore Gas-Acqua che, rendiamo noto, conta oltre 48 mila addetti in circa 600 imprese. L’intesa, sottoscritta dalle rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e dalle rappresentanze delle associazioni datoriali di ANFIDA, ANIGAS, IGAS, ASSOGAS e UTILITALIA, è stata raggiunta dopo quasi 5 mesi di trattative e poco più di 10 dalla scadenza del precedente contratto, avvenuta il 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda l’aumento complessivo (Tec - Trattamento economico complessivo), secondo i termini voluti negli accordi tra Confindustria – CGIL/CISL/UIL del 9 marzo 2018 e tra Confservizi – CGIL/CISL/UIL del 26 luglio 2018 sarà di 106 euro/mensili a regime nel triennio 2019 – 2021, di cui:

 

  • 84 euro sui minimi contrattuali (Tem - Trattamento economico minimo),
  • 17 euro sulla produttività;
  • 5 euro sul “welfare contrattuale”.

 

Previsti anche 100 euro di Una Tantum per il periodo di vacanza contrattuale.

L’aumento medio sui minimi, che in alcun modo sarà soggetto agli scostamenti negativi dell’inflazione, è di 84 euro e distribuito in 3 tranche: 26 euro al mese a partire dal dicembre 2019; ulteriori + 28 euro (Tot. 54 euro) al mese dal settembre 2020 ed ulteriori + 30 euro (Tot. 84 euro) al mese dal settembre 2021.

Per quanto attiene l'aumento per la produttività questo sarà di 17 euro/mese per le 14 mensilità all'anno (Tot. annuale = 238 euro) per ciascun anno del biennio 2020-2021.


Al termine della vigenza contrattuale l’elemento di compensazione economica riferita agli scostamenti inflattivi, se negativi, interesserà solo la parte legata alla produttività; se positivi, confluirà, pro quota, nei minimi.

Il contratto produrrà un montante complessivo di 2.038 euro.

Per quanto riguarda invece il “welfare contrattuale” è previsto un aumento di 5 euro nel fondo di previdenza complementare a partire da giugno 2020.
Infine, per i lavoratori che prestano la loro opera in reperibilità da remoto sono previsti 2 euro in più sull’indennità.

Sulle norme contenute nell’ipotesi di accordo è stata introdotta un’ulteriore qualifica delle relazioni industriali, valorizzando la cultura della partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte d’impresa su importanti temi quali: salute, ambiente e sicurezza; formazione; partecipazione organizzativa in relazione ai processi di profondo cambiamento in atto nel settore. Si contribuisce così ad aumentare la competitività delle imprese e a valorizzare ulteriormente il lavoro.

Le parti, nell’ambito dell’Osservatorio nazionale di settore, si sono impegnate ad approfondire gli scenari dell’energia e del settore idrico, incluse le possibili ripercussioni per l’attuazione dell’articolo 177 del Codice degli Appalti e le innovazioni legislative in materia di gestione del servizio idrico. le riflessioni svolte saranno sottoposte all’autorità competente con Avvisi Comuni.

Le parti, inoltre, ribadiscono che la gestione degli appalti non possa determinare condizioni di “dumping” e sono impegnate a contrastare l’applicazione dei cosiddetti contratti “pirata”. Si tratta di un elemento rilevante, vista anche l’importanza dei servizi erogati dalle imprese ai cittadini.
Sempre riguardo il tema degli appalti, a livello aziendale è, inoltre, previsto un confronto, con le Rsu e le organizzazioni territoriali, per garantire il rispetto dei principi di legalità e di regolarità delle condizioni di lavoro.

Nei prossimi giorni i lavoratori saranno chiamati nelle assemblee nei luoghi di lavoro per esprimere il loro giudizio su quest’intesa.

Roma, 7 novembre 2019

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