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CI RISIAMO! LA GIUNTA COMUNALE VUOLE VENDERE LE AZIONI "LIBERE" DI HERA... IL "GIOIELLO DI FAMIGLIA" PDF Stampa

Oggi lunedì 30 luglio 2018 alle ore 12, i delegati sindacali della FILCTEM-CGIL e della FP-CGIL nel Gruppo Hera, parteciperanno ad un presidio a Palazzo D’Accursio in occasione del Consiglio Comunale che delibererà sulla vendita delle azioni HERA.

Siete tutti invitati, magari approfittando della pausa pranzo, per manifestare il nostro e vostro dissenso a questa insensata operazione.
Esserci oggi è importante per garantire un buon futuro domani.


Segue il Comunicato della CGIL, FP e FILCTEM regionale:

Ci risiamo: vendere le azioni di Hera significa mettere a rischio il
controllo pubblico e l'integrità dei sistemi a rete


NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI HERA!


La decisione preannunciata dal Comune di Bologna di vendere le azioni libere di Hera, contestuale alle dichiarazioni del Ministro Di Maio sulla stessa Multiutily (commentando il risultato elettorale di Imola) e le volontà espresse da altri Comuni soci di Hera, rappresentano una “tana libera tutti” per avviare l'inevitabile processo di privatizzazione che rischia di tradursi in una perdita del controllo ed una ancor più ridotta capacità di incidere sulle scelte strategiche del gestore.


Questa operazione porterà Hera e il suo gruppo dirigente a concentrarsi sul dare dividendi, oggi utilizzati dai Comuni per la spesa sociale, ai soggetti privati che rischiano di diventare maggioranza.

A quel punto Hera si strutturerà sempre più in un’azienda di forma commerciale e finanziaria: per fare più utili si implementeranno gli appalti con la finalità di ridurre il costo del lavoro, aumentando le marginalità.

Si cercheranno i risparmi sul costo del lavoro per dare gli utili ai soggetti della finanza, già presenti nella compagine societaria con i grandi fondi internazionali.

La decisione di chi sta scegliendo o sceglierà la vendita di azioni contraddice nel metodo e nel merito le decisioni assunte in questa Regione.

Nel metodo, in quanto viene cancellato, con un colpo di spugna, il sistema di relazioni condiviso con intese e protocolli sottoscritti tra istituzioni e parti sociali.

Nel merito, perché apre la strada alla perdita di controllo pubblico nei sistemi a rete che sono parte integrante del modello di sviluppo condiviso con il “Patto per il Lavoro” sottoscritto nel 2015.

Per queste semplici ragioni diciamo no alla vendita delle azioni pubbliche di Hera.


Cgil Emilia Romagna
Fp Emilia Romagna
Filctem Emilia Romagna
Attivo dei Delegati HERA Emilia Romagna


Bologna, 26 luglio 2018

 
ASSEMBLEE NELLE SEDI FRULLO, BERTI E SETTA PDF Stampa

 
Comunicato Sindacale "FERIE FORZATE: E' ROTTURA CON I VERTICI DI HERA!" PDF Stampa

Buongiorno,
Vi alleghiamo il Comunicato sindacale unitario in merito al tema in oggetto e, di seguito, alcune considerazioni che riteniamo utili per approfondire e mettere a fuoco la questione.

FILCTEM CGIL di Bologna nel Gruppo HERA
____________________________________________

Lo scorso venerdì 27 marzo, si è svolta la riunione del “Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo di regolamentazione per il contrasto e la diffusione del Coronavirus”, costituito dalle OO.SS., da RLSA e dalla Direzione aziendale del Gruppo HERA.

In quella sede è ripreso il confronto a seguito della misura gestionale messa in campo unilateralmente dai vertici aziendali, attraverso l’imposizione della programmazione forzata di 10 giorni di ferie medie pro-capite, da fruire entro il prossimo mese di Aprile (quindi per molti  lavoratori ciò si tradurrebbe anche nelle illegittima imposizione di ferie non ancora maturate).

Riteniamo questa iniziativa dei vertici aziendali, sbagliata nel merito e improvvida nel metodo, perché adesso è evidente che è stata pianificata per compensare preventivamente gli effetti ECONOMICI/FINANZIARI legati all'emergenza Covid-19 e il raggiungimento degli obiettivi economici di Budget prefissati, e non per tutelare la salute dei lavoratori.

I vertici del Gruppo HERA, infatti, hanno considerato
(solo adesso?) come sulle “Ferie pregresse al 31/12/2019” sussista un problema gestionale (e una leva economica), concentrata prevalentemente sulle figure apicali, in quanto pare ammontino a centinaia di migliaia i giorni di ferie arretrate, equivalenti in valore economico a cifre altissime (compresi i relativi oneri):
  • per la metà, pari a circa 2,5 Milioni di euro, sono concentrate sui circa 150 Dirigenti (che sono l’1,70% della popolazione di tutto il Gruppo) + i 536 Dipendenti Quadri (circa il 6% dei lavoratori totali);
  • mentre per l'altra metà, pari a circa 2,8 Milioni di euro, sono riconducibili agli altri circa 8.000 Dipendenti (il 92,30% della popolazione aziendale).

CON QUESTA SPEREQUAZIONE... IN TOTALE SONO OLTRE 5 MILIONI DI EURO!
MA APPUNTO, IN PROPORZIONE, PREVALENTEMENTE RICONDUCIBILI A DIRIGENTI E FIGURE APICALI !!!

La DCPO (Direzione Centrale del Personale) sta procedendo, solo in maniera marginale, verso l’esaurimento del monte ferie pregresse al 31.12.2019, e non sta gestendo correttamente questa materia in maniera puntuale (cioè individuale).
Sta invece perseguendo il raggiungimento dell’obiettivo in modo iniquo ed ingiusto, applicando una media pro-capite, come se un lavoratore potesse utilizzare le ferie di un altro!

L'azienda infatti agisce prevalentemente attraverso un’azione “lineare e non selettiva” su tutta la popolazione aziendale, compresi coloro che non hanno ferie pregresse, ma solo quelle maturate nel corrente anno 2020.

In altri termini: la DCPO sta gestendo, alla stessa stregua, coloro che hanno ben 60 giorni di ferie pregresse al 31/12/2019, come coloro che detengono solo i 6 giorni maturati a tutt'oggi nel 2020.

All'inizio della riunione di venerdì la Direzione ha dichiarato, come unica novità rispetto alla propria ferma posizione precedente, che l'obiettivo di fruizione delle 10 giornate veniva procrastinato al mese di maggio e non più al mese di aprile.

Questa presunta apertura è probabilmente derivata dal fatto che, come era evidente e da noi precedentemente affermato, gli attuali carichi di lavoro e le scadenze del mese di aprile non avrebbero assolutamente permesso di realizzare una fruizione così estesa e generalizzata, a meno che si assumesse l’irresponsabile rischio di non garantire i livelli di servizio necessari.

Come saprete, la trattativa nei giorni scorsi era stata sospesa per attendere l’esito del confronto che si è tenuto a livello nazionale fra le OO.SS. di Categoria del settore Gas-Acqua, UTILITALIA (Associazione datoriale a cui aderisce anche HERA) e tutte le altre Associazioni del comparto, in qualità di Parti stipulanti il CCNL vigente, che regola il rapporto di lavoro delle aziende dei servizi di distribuzione e vendita del gas e del ciclo idrico integrato.

Poco prima dell’inizio della riunione, le Parti Nazionali hanno raggiunto un Accordo, sotto forma di “Avviso Comune”, per assumere orientamenti, comuni a tutto il settore, sulle misure da adottare negli ambienti di lavoro.

Fra le varie misure individuate, al fine di garantire la continuità dei servizi pubblici gestiti ed al contempo tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nell'ambito dello scenario epidemiologico causato dal COVID-19, sul punto delle Ferie l’intesa sancisce quanto segue:
  • “Attivare l’utilizzo delle ferie e dei permessi spettanti alla fine del mese di febbraio 2020 (circa 5 giorni totali ndr.) nonché degli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, per tutto il personale la cui prestazione non sia necessaria, al fine di consentire ai lavoratori l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione, anche a rotazione, in linea con quanto indicato dal DPCM 11 marzo 2020 nonché dal Protocollo Condiviso 14 marzo 2020”.

La DCPO, a questo punto, mantenendo inspiegabilmente inalterata la propria posizione, ha espresso gravissime dichiarazioni, di fatto abiurando l’Avviso Comune firmato dalla propria Associazione nazionale UTILITALIA, e affermando di non volere prendere atto delle norme cogenti in esso contenute.


Queste affermazioni risultano di una gravità inaudita, perché rischiano di minare le corrette Relazioni industriali, che si basano sul riconoscimento e l’esigibilità reciproca delle fonti normative che regolano, anche giuridicamente, il “Diritto del Lavoro”, che siano di Legge e/o di Contratto.


Tutto ciò rischia di determinare un “vulnus contrattuale”, cioè un sistema senza regole, ed acuiscono uno scontro con una escalation che, soprattutto in una società a controllo pubblico e di fronte all'opinione pubblica, rischierebbe di fare il male di tutti, soprattutto in una fase emergenziale come quella attuale.

Preso atto che la DCPO ha rigettato la proposta ULTIMATIVA delle Organizzazioni Sindacali regionali, a questo punto, in assenza di un accordo aziendale, l’indicazione che diamo ai lavoratori è quella di fare riferimento al suddetto contenuto dell’avviso comune sottoscritto a Roma venerdì scorso, che è esigibile e conferma come la nostra posizione sia giusta.

Quindi ribadiamo l’indicazione ai lavoratori: solo a seguito di comando scritto (anche via e-mail) si è tenuti a programmare esclusivamente le "Ferie" MATURATE da gennaio a febbraio, equivalenti al massimo a 5 giorni dall'inizio del 2020, comprensive di quelle eventualmente già godute dal mese di gennaio, e le eventuali "Ferie" pregresse/arretrate (ossia dell'anno 2019, per chi le possiede).

In ogni caso, si ricorda a tutti che è opportuno che nell'eventuale inserimento delle "Ferie" su File, attraverso GERIP WEB, venga aggiunta nelle note la dicitura "Ferie comandate richieste in base alla e-mail di .......... ricevuta in data XX/XX/XXXX”.

Auspicando di superare il prima possibile questa epocale emergenza, finalmente riconquistata la normalità, riteniamo che gli Enti locali, proprietari pubblici della “nostra” società, debbano ponderare con maggiore attenzione le proprie scelte in merito al rinnovo degli organismi di governance del Gruppo HERA.

Vi terremo aggiornati.

FILCTEM CGIL Bologna nel Gruppo HERA

 
l'informatico ed il dirigente. PDF Stampa
Un tizio sta guidando la macchina, quando a un certo punto capisce di essersi perso. Avvista un uomo che passa per la strada, accosta al marciapiede e gli grida: - Mi scusi, mi potrebbe aiutare? Ho promesso a un amico di incontrarlo alle due, sono in ritardo di mezz'ora e non so dove mi trovo... - Certo che posso aiutarla. Lei si trova in un'automobile, tra 40 e 42 gradi latitudine Nord e tra 58 e 60 gradi longitudine Ovest, sono le 12 e 23 minuti e 35 secondi e oggi è venerdì e ci sono 21,5 gradi centigradi... - Lei è un informatico? - chiede quello dentro l'automobile. - Certamente. Come fa a saperlo? - Perché tutto ciò che mi ha detto è "tecnicamente" corretto, ma praticamente inutile. Infatti non so che fare con l'informazione che mi ha dato e mi ritrovo ancora qui perso per strada! - Lei allora deve essere un dirigente, vero? - risponde stizzito l'informatico. - Infatti, lo sono. Ma... da cosa lo ha capito? - Abbastanza facile: lei non sa né dove si trova, né dove andare, ha fatto una promessa che non sa assolutamente come mantenere ed ora spera che un altro le risolva il problema. Di fatto, è esattamente nella stessa situazione in cui si trovava prima che ci si incontrasse... ma adesso, per qualche strano motivo... risulta che la colpa è la mia!
 
Informativa sindacale per i lavoratori, da parte della FILCTEM CGIL Bologna nel Gruppo HERA PDF Stampa

In merito alla vertenza avente per oggetto le "ferie forzate" nel Gruppo HERA, durante la Videoconferenza di questa mattina tra OO.SS., Direzione Aziendale e RLSA, l'Azienda ha presentato una bozza di testo, dal titolo "Protocollo/Verbale del Comitato Aziendale di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro", che, dal nostro punto di vista,  non differisce a sufficienza dal precedente perché contiene un numero non accettabile di giorni di ferie comandate a tutti, indiscriminatamente, e da loro motivati dal (presunto ndr.) calo massivo e generalizzato delle attività.

Con riferimento a questo presunto calo massivo e generalizzato delle attività, dichiarato dalla DCPO, nutriamo perplessità, perché é da ciò che ci riferiscono molti lavoratori, fatta eccezione per alcune attività differite si sta lavorando a saturazione del proprio orario di lavoro contrattuale.

D'altronde, dal nostro punto di vista, sussisterebbe anche il rischio paradossale che un lavoratore (ad esempio in Remote Working) venga disposto in ferie dall'azienda e, nonostante ciò, venga sollecitato a garantire la prestazione a causa delle pressanti scadenze.

Le OO.SS. dei Comparti Gas-Acqua e Ambiente hanno riproposto, pur con differenti sfumature e sensibilità, una posizione finalizzata a raggiungere una mediazione equilibrata nell'interesse di ambo le parti, ponendo come assoluta priorità la garanzia e la tutela della prevenzione e protezione della  salute e sicurezza di tutti i lavoratori e dei loro cari, per affrontare questa grave emergenza sanitaria, e non anteponendo elementi secondari, eventualmente legati a "Budget Revised" o temi similari, come invece temiamo sussista, in questa discussione, in maniera sottintesa.

Al termine della Videoconferenza di oggi, con la DCPO non si è trovata una sintesi, né tanto meno un accordo, ma il tavolo rimane aperto e verrà riaggiornato a domani oppure a giovedì.

Tutto ciò anche perché domani, mercoledì 25/03, a Roma si terrà una trattativa a livello nazionale con UTILITALIA (l'Associazione a cui aderisce anche il Gruppo HERA) con le nostre OO.SS. nazionali, per condividere un Protocollo generale sul tema "salute, sicurezza e strumenti per compensare le riduzioni di attività e per affrontare l'emergenza Coronavirus COVID-19". L'auspicio, da parte nostra, è che questo confronto a livello nazionale, possa essere propedeutico ad una possibile intesa equilibrata anche a livello regionale.

La DCPO, su nostra sollecitazione, a questo punto ha affermato che, nel frattempo, darà indicazione alle varie Direzione/UDB di sospendere le pressanti richieste/sollecitazioni di questa (draconiana ndr.) programmazione delle ferie.

Anche in questa occasione vi confermiamo la nostra posizione come Filctem Cgil di Bologna, sostenuta unitariamente anche dalla RSU Gas-Acqua territoriale di Bologna, e ribadita anche nell'incontro di ieri e di oggi:

 

  1. Chi è in modalità AGILE, cioè in "Lavoro da Remoto" o in "Partenza da casa con automezzo aziendale": dovrà essere il Responsabile diretto ad assumersi da responsabilità di comunicare individualmente, in forma scritta, la fruizione a causa di una "PUNTUALE E COMPROVATA DA UNA EFFETTIVA RIDUZIONE DELLE ATTIVITÀ";
  2. Chi, invece, lavora prendendo direttamente servizio presso la propria sede abituale di lavoro: è tenuto a programmare esclusivamente le eventuali "Ferie" pregresse/arretrate (ossia dell'anno 2019) e/o esclusivamente le "Ferie" maturate da gennaio a tutt'oggi, equivalenti al massimo a 5 giorni dall'inizio del 2020, al netto di quelle eventualmente già godute dal mese di gennaio, e solo a seguito di comando scritto (anche via e-mail).

 

In ogni caso, si ricorda a tutti che è opportuno che nell'eventuale inserimento delle "Ferie" su File, attraverso GERIP WEB, venga aggiunta nelle note la dicitura "Ferie comandate richieste in base alla e-mail di .......... ricevuta in data XX/XX/XXXX”.

 

Ci preme, infine, evidenziare un'altra cosa molto importante: gli RLSA presenti dei vari comparti del Gruppo, durante gli incontri del 19, 20 e 24 marzo u.s., hanno evidenziato agli RSPP alcuni problemi inerenti il tema salute e sicurezza, tra le quali le carenze di sanificazione e le carenze nella fornitura dei presidi cosiddetti Dispositivi di Protezione individuale (DPI), e cioè le Mascherine, i guanti in Nitrile ed il Gel disinfettante, ecc.

A fronte delle diverse problematiche poste sul tema salute e sicurezza, gli RSPP presenti hanno fornito chiarimenti, che auspichiamo vengano tradotti in atti concreti.

Vi aggiorneremo appena vi saranno sviluppi su questa difficile, complessa e delicata fase della nostra comunità lavorativa.


La FILCTEM CGIL Bologna nel Gruppo HERA

 


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