Comunicato Sindacale "FERIE FORZATE: E' ROTTURA CON I VERTICI DI HERA!" Stampa
Scritto da Red   
Mercoledì 01 Aprile 2020 00:30

Buongiorno,
Vi alleghiamo il Comunicato sindacale unitario in merito al tema in oggetto e, di seguito, alcune considerazioni che riteniamo utili per approfondire e mettere a fuoco la questione.

FILCTEM CGIL di Bologna nel Gruppo HERA
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Lo scorso venerdì 27 marzo, si è svolta la riunione del “Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo di regolamentazione per il contrasto e la diffusione del Coronavirus”, costituito dalle OO.SS., da RLSA e dalla Direzione aziendale del Gruppo HERA.

In quella sede è ripreso il confronto a seguito della misura gestionale messa in campo unilateralmente dai vertici aziendali, attraverso l’imposizione della programmazione forzata di 10 giorni di ferie medie pro-capite, da fruire entro il prossimo mese di Aprile (quindi per molti  lavoratori ciò si tradurrebbe anche nelle illegittima imposizione di ferie non ancora maturate).

Riteniamo questa iniziativa dei vertici aziendali, sbagliata nel merito e improvvida nel metodo, perché adesso è evidente che è stata pianificata per compensare preventivamente gli effetti ECONOMICI/FINANZIARI legati all'emergenza Covid-19 e il raggiungimento degli obiettivi economici di Budget prefissati, e non per tutelare la salute dei lavoratori.

I vertici del Gruppo HERA, infatti, hanno considerato
(solo adesso?) come sulle “Ferie pregresse al 31/12/2019” sussista un problema gestionale (e una leva economica), concentrata prevalentemente sulle figure apicali, in quanto pare ammontino a centinaia di migliaia i giorni di ferie arretrate, equivalenti in valore economico a cifre altissime (compresi i relativi oneri):
  • per la metà, pari a circa 2,5 Milioni di euro, sono concentrate sui circa 150 Dirigenti (che sono l’1,70% della popolazione di tutto il Gruppo) + i 536 Dipendenti Quadri (circa il 6% dei lavoratori totali);
  • mentre per l'altra metà, pari a circa 2,8 Milioni di euro, sono riconducibili agli altri circa 8.000 Dipendenti (il 92,30% della popolazione aziendale).

CON QUESTA SPEREQUAZIONE... IN TOTALE SONO OLTRE 5 MILIONI DI EURO!
MA APPUNTO, IN PROPORZIONE, PREVALENTEMENTE RICONDUCIBILI A DIRIGENTI E FIGURE APICALI !!!

La DCPO (Direzione Centrale del Personale) sta procedendo, solo in maniera marginale, verso l’esaurimento del monte ferie pregresse al 31.12.2019, e non sta gestendo correttamente questa materia in maniera puntuale (cioè individuale).
Sta invece perseguendo il raggiungimento dell’obiettivo in modo iniquo ed ingiusto, applicando una media pro-capite, come se un lavoratore potesse utilizzare le ferie di un altro!

L'azienda infatti agisce prevalentemente attraverso un’azione “lineare e non selettiva” su tutta la popolazione aziendale, compresi coloro che non hanno ferie pregresse, ma solo quelle maturate nel corrente anno 2020.

In altri termini: la DCPO sta gestendo, alla stessa stregua, coloro che hanno ben 60 giorni di ferie pregresse al 31/12/2019, come coloro che detengono solo i 6 giorni maturati a tutt'oggi nel 2020.

All'inizio della riunione di venerdì la Direzione ha dichiarato, come unica novità rispetto alla propria ferma posizione precedente, che l'obiettivo di fruizione delle 10 giornate veniva procrastinato al mese di maggio e non più al mese di aprile.

Questa presunta apertura è probabilmente derivata dal fatto che, come era evidente e da noi precedentemente affermato, gli attuali carichi di lavoro e le scadenze del mese di aprile non avrebbero assolutamente permesso di realizzare una fruizione così estesa e generalizzata, a meno che si assumesse l’irresponsabile rischio di non garantire i livelli di servizio necessari.

Come saprete, la trattativa nei giorni scorsi era stata sospesa per attendere l’esito del confronto che si è tenuto a livello nazionale fra le OO.SS. di Categoria del settore Gas-Acqua, UTILITALIA (Associazione datoriale a cui aderisce anche HERA) e tutte le altre Associazioni del comparto, in qualità di Parti stipulanti il CCNL vigente, che regola il rapporto di lavoro delle aziende dei servizi di distribuzione e vendita del gas e del ciclo idrico integrato.

Poco prima dell’inizio della riunione, le Parti Nazionali hanno raggiunto un Accordo, sotto forma di “Avviso Comune”, per assumere orientamenti, comuni a tutto il settore, sulle misure da adottare negli ambienti di lavoro.

Fra le varie misure individuate, al fine di garantire la continuità dei servizi pubblici gestiti ed al contempo tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nell'ambito dello scenario epidemiologico causato dal COVID-19, sul punto delle Ferie l’intesa sancisce quanto segue:
  • “Attivare l’utilizzo delle ferie e dei permessi spettanti alla fine del mese di febbraio 2020 (circa 5 giorni totali ndr.) nonché degli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, per tutto il personale la cui prestazione non sia necessaria, al fine di consentire ai lavoratori l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione, anche a rotazione, in linea con quanto indicato dal DPCM 11 marzo 2020 nonché dal Protocollo Condiviso 14 marzo 2020”.

La DCPO, a questo punto, mantenendo inspiegabilmente inalterata la propria posizione, ha espresso gravissime dichiarazioni, di fatto abiurando l’Avviso Comune firmato dalla propria Associazione nazionale UTILITALIA, e affermando di non volere prendere atto delle norme cogenti in esso contenute.


Queste affermazioni risultano di una gravità inaudita, perché rischiano di minare le corrette Relazioni industriali, che si basano sul riconoscimento e l’esigibilità reciproca delle fonti normative che regolano, anche giuridicamente, il “Diritto del Lavoro”, che siano di Legge e/o di Contratto.


Tutto ciò rischia di determinare un “vulnus contrattuale”, cioè un sistema senza regole, ed acuiscono uno scontro con una escalation che, soprattutto in una società a controllo pubblico e di fronte all'opinione pubblica, rischierebbe di fare il male di tutti, soprattutto in una fase emergenziale come quella attuale.

Preso atto che la DCPO ha rigettato la proposta ULTIMATIVA delle Organizzazioni Sindacali regionali, a questo punto, in assenza di un accordo aziendale, l’indicazione che diamo ai lavoratori è quella di fare riferimento al suddetto contenuto dell’avviso comune sottoscritto a Roma venerdì scorso, che è esigibile e conferma come la nostra posizione sia giusta.

Quindi ribadiamo l’indicazione ai lavoratori: solo a seguito di comando scritto (anche via e-mail) si è tenuti a programmare esclusivamente le "Ferie" MATURATE da gennaio a febbraio, equivalenti al massimo a 5 giorni dall'inizio del 2020, comprensive di quelle eventualmente già godute dal mese di gennaio, e le eventuali "Ferie" pregresse/arretrate (ossia dell'anno 2019, per chi le possiede).

In ogni caso, si ricorda a tutti che è opportuno che nell'eventuale inserimento delle "Ferie" su File, attraverso GERIP WEB, venga aggiunta nelle note la dicitura "Ferie comandate richieste in base alla e-mail di .......... ricevuta in data XX/XX/XXXX”.

Auspicando di superare il prima possibile questa epocale emergenza, finalmente riconquistata la normalità, riteniamo che gli Enti locali, proprietari pubblici della “nostra” società, debbano ponderare con maggiore attenzione le proprie scelte in merito al rinnovo degli organismi di governance del Gruppo HERA.

Vi terremo aggiornati.

FILCTEM CGIL Bologna nel Gruppo HERA

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2020 17:10